Il progetto esecutivo ha riguardato l’intervento di messa in sicurezza definitiva del versante a monte della Strada Provinciale SP34 al km 7+600, in località Vallina, nel comune di Bagno a Ripoli. Le opere si inseriscono nel completamento di un più ampio sistema di interventi di stabilizzazione già realizzati nell’area circostante, a seguito di ripetuti fenomeni franosi verificatisi nel febbraio 2014 e nel marzo 2018, che avevano coinvolto sia il pendio che la viabilità provinciale sottostante.
Il versante oggetto di intervento è caratterizzato da pendenze localmente elevate, copertura boscata continua e presenza diffusa di evidenze di instabilità gravitativa, quali gibbosità, contropendenze, ristagni idrici e massi disarticolati di medie dimensioni, potenzialmente in grado di innescare movimenti franosi. Le criticità riscontrate risultano riconducibili principalmente all’assenza di un efficace sistema di regimazione delle acque meteoriche, al progressivo abbandono delle pratiche di gestione selvicolturale e alle elevate acclività delle scarpate in adiacenza alla sede stradale.
L’intervento ha avuto come obiettivo la mitigazione del rischio geomorfologico e la protezione della viabilità provinciale, completando il quadro delle opere già realizzate mediante soluzioni strutturali e non strutturali in grado di garantire la stabilità del versante e la sicurezza dell’infrastruttura stradale nel lungo periodo.
Città Metropolitana di Firenze
Messa in sicurezza del versante a monte della SP34 al km 7+600 in località Vallina nel Comune di Bagno a Ripoli (FI)
1.835.282,67 €
V.02 - S.04
Direzione lavori, CSE
Luglio 2024 - Dicembre 2025
Direzione lavori, sicurezza cantieri
Bagno a Ripoli (FI) - Località Vallina
La messa in sicurezza del versante è stata attuata mediante un sistema integrato di interventi di consolidamento attivo e difesa passiva. Il consolidamento attivo è stato realizzato attraverso l’installazione di una rete in filo di acciaio temprato ad alta resistenza, opportunamente ancorata al terreno mediante barre e piastre di ripartizione, al fine di stabilizzare il manto superficiale del pendio e prevenire fenomeni di distacco e scivolamento locale.
A integrazione del sistema attivo, è stata progettata una difesa passiva costituita da una serie di barriere paramassi disposte lungo il versante, composte da reti e profili metallici collegati a plinti in calcestruzzo armato ancorati al terreno mediante barre resistenti sia a trazione che a compressione. Le barriere sono state dimensionate per intercettare eventuali cadute di massi provenienti dalle porzioni più acclivi del pendio, garantendo la protezione della sede stradale sottostante.
Le lavorazioni si sono svolte su un versante caratterizzato da pendenze elevate e da condizioni di difficile accessibilità; per questo motivo, in alcune fasi, si è reso necessario l’impiego dell’elicottero per il trasporto e il posizionamento degli elementi strutturali. A supporto di tali operazioni è stata prevista e realizzata un’elisuperficie temporanea dedicata, opportunamente organizzata e messa in sicurezza. Il progetto e il Piano di Sicurezza hanno tenuto conto delle particolari condizioni operative del cantiere, definendo le modalità esecutive più idonee per garantire la sicurezza delle lavorazioni e la corretta realizzazione delle opere.