Il ponte in oggetto è la ricostruzione post bellica (1949-1950) di un precedente manufatto interamente in muratura risalente al 1800 fatto saltare dai tedeschi in ritirata.
L’attuale opera d’arte è un arco di luce 15,92m e freccia 3,90m a direttrice policentrica. Le spalle e la primissima porzione della volta sono in muratura massiva di pietrame, rivestita da bozze squadrate in arenaria, in parte recuperata dal ponte preesistente ed in parte ricostruita. La restante parte della volta è in calcestruzzo non armato di spessore variabile da 1,0m all’interfaccia della muratura a 70cm in chiave (spessore delle finiture in chiave pari a 32cm).
Provincia di Pistoia
Consolidamento strutturale del ponte sulla SP632 in loc. Pracchia
228.624,53 €
S.04
Verifiche, Progettazione definitiva, Progettazione esecutiva, Direzione Lavori, CSP, CSE
progettazione Luglio 2022 – Aprile 2023; esecuzione Giugno 2024 – Febbraio 2025
progettazione strutturale, infrastrutturale, direzione lavori, sicurezza
Pracchia (PT), SP632 Km 13+280
Le principali problematiche emerse a seguito della campagna di indagini strutturali e delle successive verifiche sono risultate lo scalzamento fondale localizzato presso la spalla destra, notevoli infiltrazioni d’acqua dal piano stradale (con conseguente deterioramento del calcestruzzo) ed un’inconsistenza dei parapetti nei confronti dell’urto dei veicoli.
L’intervento ha previsto la demolizione dell’attuale corpo stradale e dei marciapiedi per consentire l’alloggiamento di una soletta in cemento armato con triplice funzione di ripartizione, supporto per manto impermeabilizzante ed incatenamento tra i parapetti. La soletta è stata prolungata verso le bocche di scarico delle acque alle estremità al fine di limitare anche le infiltrazioni sulle spalle provenienti dai terrapieni.
Dopo la demolizione sono state ricostruite le finiture stradali con materiali identici ai preesistenti sostituendo le zanelle e i cordonati deteriorati con nuovi elementi in arenaria.
L’insufficienza strutturale dei parapetti è stata risolta mediante la sostituzione della muratura caotica interna con un’anima in calcestruzzo armato ancorata alla soletta precedentemente descritta, senza la minima alterazione dell’aspetto preesistente. Le bozze originarie di rivestimento sono state infatti smontate, catalogate, pulite e rifilate con sega ad acqua trasformandole in formelle di rivestimento di idoneo spessore da applicare sui due lati dell’anima in cemento armato, senza modifica della larghezza complessiva originaria del parapetto e con conseguente riutilizzo dell’origiale cimasa baulata in arenaria. Solo per pochi elementi lapidei si è resa necessaria la sostituzione con nuovi a perfetta imitazione degli esistenti.
Per quanto riguarda i paramenti murari dei timpani e delle spalle questi sono stati restaurati con pulizia da vegetazione infestante, lavaggio, stuccatura delle fughe e sostituzione degli elementi fortemente danneggiati con bozze in arenaria identiche alle esistenti.
Per quanto concerne l’intradosso della volta questa è stata oggetto di interventi puntuali di recupero corticale con trattamento e ripristino di alcune barre di armatura presenti esclusivamente nella zone di imposta.
Per quanto riguarda il problema dello scalzamento fondale questo è stato risolto attraverso un corazzamento del fondo alveo mediante scogliera in massi ciclopici simmetrica sui due lati del fiume.
La fase esecutiva è stata caratterizzata dalla necessità di gestire i sottoservizi presenti mediante by pass temporanei entro tubi corrugati sospesi esterni al ponte. La rete telefonica-dati e l’acquedotto, precedentemente interrati nel riempimento della volta, sono stati definitivamente ricollocati all’interno di tubi camicia annegati nel getto della soletta all’interno del marciapiede di monte, nell’ottica di agevolare futuri interventi di manutenzione.
Tutti gli interventi sono stati eseguiti senza mai chiudere completamente al traffico il ponte. Si è infatti lavorato prima su metà impalcato e poi sull’altra con l’instaurazione di un senso unico alternato gestito da impianto semaforico di cantiere a tre lanterne. L’occupazione temporanea di una proprietà privata sulla riva lato Pistoia (sedime dello storico e glorioso Albergo Appennino oggi demolito) ed il piazzale della stazione ferroviaria sull’altra sponda hanno consentito in particolare la possibilità di manovra da parte dei numerosi bilici, a servizio delle attività industriali della zona, che giornalmente percorrono il ponte.
Il tutto nel rispetto della tutela della soprintendenza imposta dall’età del manufatto.